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	<title>ASPHI nel Sociale &#187; Formazione</title>
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	<description>L&#039;Accademia degli Ausili</description>
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		<title>C.A.A. e strumenti High-tech</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jul 2014 10:59:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giusi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Strumenti High-tech  In un percorso di CA.A. la scelta dell&#8217;ausilio di comunicazione va di pari passo con l&#8217;obiettivo di costruire e personalizzare i contenuti comunicativi e la scelta dei simboli significativi per la persona. Il tema ricorrente della personalizzazione, associato a quello degli strumenti high-tech, indica/suggerisce la possibilità di costruire degli schemi standard di tabella, in questo caso specifico tabelle simboliche multimediali, individuando criteri specifici (es. numero di celle, tipologia di immagini, carattere, scelta della voce di sintesi ecc.) con la possibilità di un ulteriore  <span><a href="http://5.144.189.58/clip/?p=425" class="readmore">Continue reading &#8594;</a></span>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Strumenti High-tech </strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">In un percorso di CA.A. la scelta dell&#8217;ausilio di comunicazione va di pari passo con l&#8217;obiettivo di costruire e personalizzare i contenuti comunicativi e la scelta dei simboli significativi per la persona.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tema ricorrente della personalizzazione, associato a quello degli strumenti high-tech, indica/suggerisce la possibilità di costruire degli schemi standard di tabella, in questo caso specifico tabelle simboliche multimediali, individuando criteri specifici (es. numero di celle, tipologia di immagini, carattere, scelta della voce di sintesi ecc.) con la possibilità di un ulteriore condivisione con i cosiddetti partner comunicativi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://5.144.189.58/clip/wp-content/uploads/2014/07/Immagine.png"><img class="alignnone  wp-image-431" alt="Immagine" src="http://5.144.189.58/clip/wp-content/uploads/2014/07/Immagine-300x167.png" width="270" height="150" /></a>   <a href="http://5.144.189.58/clip/wp-content/uploads/2014/07/Immagine2.png"><img class="alignnone  wp-image-432" alt="Immagine2" src="http://5.144.189.58/clip/wp-content/uploads/2014/07/Immagine2-300x170.png" width="270" height="153" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il trasferimento delle tabelle simboliche cartacee su dispositivo multimediale avviene attraverso l&#8217;uso di software specifici per la loro creazione.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;utilizzo di dispositivi multimediali che rientrano nella categoria degli strumenti High-tech apre anche alla possibilità di variare nella scelta più specifica del dispositivo da utilizzare in un percorso di C.A.A. , soprattutto tenendo presenti le esigenze specifiche della persona con cui lo si utilizza.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://5.144.189.58/clip/wp-content/uploads/2014/07/IMG_2564.jpg"><img class="wp-image-437 alignright" alt="IMG_2564" src="http://5.144.189.58/clip/wp-content/uploads/2014/07/IMG_2564-300x200.jpg" width="270" height="180" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Utilizzare, ad esempio, dispositivi touch screen facilita ed agevola l&#8217;interazione anche di persone che hanno poca dimestichezza con i sistemi informatici/ persone poco informatizzate sostenendone e rinforzandone l&#8217;autonomia comunicativa o la partecipazione attiva ai processi comunicativi di cui entra a far parte/con cui entra in contatto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il criterio di &#8220;usabilità&#8221;, al quale è necessario rifarsi nella costruzione di tabelle di comunicazione simbolica, fa si che esse possano divenire dei veri e propri facilitatori anche per persone che hanno difficoltà cognitive, deficit sensoriali che attengono all&#8217;area dell&#8217;udito e della vista, o per persone afasiche (incapaci di utilizzare il linguaggio e , quindi, di esprimersi o di comprendere ciò che gli viene detto).</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://5.144.189.58/clip/wp-content/uploads/2014/07/IMG_2566.jpg"><img class=" wp-image-438 alignright" alt="IMG_2566" src="http://5.144.189.58/clip/wp-content/uploads/2014/07/IMG_2566-300x200.jpg" width="270" height="180" /></a>L&#8217;intenzionalità comunicativa e la partecipazione del soggetto sono ulteriormente sostenuti con l&#8217;utilizzo ausili con uscita in voce perché facilitano innanzitutto l&#8217;inserimento spontaneo in una conversazione ed in secondo luogo garantiscono l&#8217;immediatezza della comunicazione e una maggiore velocità grazie, appunto, all&#8217;uso di modalità programmate.</p>
<p style="text-align: left;">Ulteriori strumenti che possono fungere da facilitatori sono sensori, mouse ed emulatori di mouse come trackball e joystick speciali, puntatori oculari o tastiere facilitate.</p>
<p>Ogni singolo elemento, dunque, sia preso singolarmente che inserito in un contesto che presuppone una progettazione più ampia/estesa, sostiene il principio secondo il quale i progetti di C.A.A. vanno innanzitutto definiti come <em>multimodali.</em></p>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/Wg9HwK8Mv5A" height="225" width="400" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
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		<title>C.A.A. e strumenti Low-tech</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jul 2014 14:53:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giusi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Strumenti Low-tech Un percorso che comprende tecniche ed ausili che rientrano nella definizione generica di “digitale” prende forma a partire dall’uso di supporti sempre disponibili e accessibili sui quali vengono organizzate tavole o tabelle di comunicazione utilizzando i simboli scelti in relazione alle necessità e capacità della persona. La scelta di un determinato ausilio è preceduta innanzitutto dalla definizione dei bisogni di comunicazione, (dalla definizione del codice da utilizzare), e dalla costruzione di una tabella cartacea.       L&#8217;identificazione e l&#8217;individuazione dei bisogni comunicativi non  <span><a href="http://5.144.189.58/clip/?p=406" class="readmore">Continue reading &#8594;</a></span>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><strong>Strumenti Low-tech</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Un percorso che comprende tecniche ed ausili che rientrano nella definizione generica di “digitale” prende forma a partire dall’uso di supporti sempre disponibili e accessibili sui quali vengono organizzate tavole o tabelle di comunicazione utilizzando i simboli scelti in relazione alle necessità e capacità della persona.</p>
<p style="text-align: justify;">La scelta di un determinato ausilio è preceduta innanzitutto dalla definizione dei bisogni di comunicazione, (dalla definizione del codice da utilizzare), e dalla costruzione di una tabella cartacea.</p>
<p style="text-align: justify;">  <a href="http://5.144.189.58/clip/wp-content/uploads/2014/07/cartaceo-griglie-1.jpg"><img class="alignleft  wp-image-407" alt="cartaceo griglie (1)" src="http://5.144.189.58/clip/wp-content/uploads/2014/07/cartaceo-griglie-1-300x200.jpg" width="270" height="180" /></a>   <a href="http://5.144.189.58/clip/wp-content/uploads/2014/07/cartaceo-griglie-3.jpg"><img class="alignleft  wp-image-408" alt="cartaceo griglie (3)" src="http://5.144.189.58/clip/wp-content/uploads/2014/07/cartaceo-griglie-3-300x200.jpg" width="270" height="180" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;identificazione e l&#8217;individuazione dei bisogni comunicativi non devono mai essere astratti dal contesto di riferimento in cui <a href="http://5.144.189.58/clip/wp-content/uploads/2014/07/cartaceo-griglie-11.jpg"><img class=" wp-image-410 alignright" alt="cartaceo griglie (11)" src="http://5.144.189.58/clip/wp-content/uploads/2014/07/cartaceo-griglie-11-300x200.jpg" width="270" height="180" /></a>gli ausili vengono utilizzati/applicati; pertanto anche nella costruzione delle tabelle cartacee va posta la dovuta attenzione<span style="line-height: 1.5em;">  proprio al contesto di vita del soggetto per il quale e con il quale viene avviato un progetto di comunicazione aumentativa alternativa. </span></p>
<p style="text-align: justify;">Volendo fare un esempio che possa fungere da riferimento per la costruzione di un progetto si potrebbe considerare un contesto specifico quale quello  di strutture per anziani in cui va tenuto conto del fatto che vano definiti e considerati come ambienti di vita  e di cura, con spazi comuni e stanze in cui si giocano diverse relazioni (con gli altri ospiti, con diverse figure professionali, con parenti e amici ecc.) .</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://5.144.189.58/clip/wp-content/uploads/2014/07/cartaceo-griglie-6.jpg"><img class=" wp-image-409 alignleft" alt="cartaceo griglie (6)" src="http://5.144.189.58/clip/wp-content/uploads/2014/07/cartaceo-griglie-6-300x200.jpg" width="270" height="180" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;identificazione generale dei bisogni può seguire quella più specifica e circoscritta ai bisogni primari e secondari come, ad esempio, l&#8217;andare in bagno, il mangiare, il vestirsi, il fare attività o anche il voler esprimere determinate sensazioni o emozioni. In questo caso il lavoro ha inizio con la scelta e l&#8217;organizzazione di immagini che possano risultare significative e che, nel contempo, possano facilitare la riproduzione e la messa a disposizione a tutte le figure professionali/a tutte le figure sopraccitate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://5.144.189.58/clip/wp-content/uploads/2014/07/Evelina-con-carta1.jpg"><img class="wp-image-418 alignright" alt="Evelina andare in stanza" src="http://5.144.189.58/clip/wp-content/uploads/2014/07/Evelina-andare-in-stanza-300x225.jpg" width="243" height="183" /><img class="wp-image-419 alignright" alt="Evelina con carta1" src="http://5.144.189.58/clip/wp-content/uploads/2014/07/Evelina-con-carta1-300x225.jpg" width="243" height="183" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Diviene così più chiaro uno degli obiettivi di un intervento di C.A.A. : studiare e fornire soluzioni che facilitino da subito l&#8217;interazione tra la persona e l&#8217;ambiente, non prescindendo mai dall&#8217;evoluzione della persona nel tempo, dagli aspetti emotivi, cognitivi e sociali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Soluzioni web e applicazioni per le disabilità uditive</title>
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		<pubDate>Wed, 28 May 2014 14:46:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giusi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono diverse le soluzioni che facilitano sia l&#8217;accesso alle risorse presenti sul web che la gestione delle azioni quotidiane in generale. Per quanto riguarda le disabilità uditive si può fare innanzitutto riferimento ad alcuni sistemi di riconoscimento vocale; un valido esempio potrebbe essere Dragon, che in origine era un software ma per il quale è stata creata anche un&#8217;applicazione, in versione apple, mentre per la versione Android si fa riferimento a S-voice (per entrambe è necessario avere essere connessi ed avere, dunque, una connessione wifi o  <span><a href="http://5.144.189.58/clip/?p=352" class="readmore">Continue reading &#8594;</a></span>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sono diverse le soluzioni che facilitano sia l&#8217;accesso alle risorse presenti sul web che la gestione delle azioni quotidiane in generale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://5.144.189.58/clip/wp-content/uploads/2014/05/IMG_2376.jpg"><img class="size-medium wp-image-354 alignleft" alt="IMG_2376" src="http://5.144.189.58/clip/wp-content/uploads/2014/05/IMG_2376-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda le <a href="http://5.144.189.58/clip/?page_id=217" target="_blank">disabilità uditive</a> si può fare innanzitutto riferimento ad alcuni sistemi di riconoscimento vocale; un valido esempio potrebbe essere <em><strong>Dragon</strong></em>, che in origine era un software ma per il quale è stata creata anche un&#8217;applicazione, in versione apple, mentre per la versione Android si fa riferimento a <em><strong>S-voice</strong></em> (per entrambe è necessario avere essere connessi ed avere, dunque, una connessione wifi o 3G) È un’app gratuita che può servire per brevi dialoghi ed in particolare per riconoscere il parlato della persona con cui ci si relaziona.</p>
<p style="text-align: justify;">Va tenuto presente, però, che questa applicazione funziona per brevi conversazioni; non possiamo immaginare di utilizzarla per il docente che parla a lezione perché se si lascia il cellulare e una persona parla senza essere consapevole del fatto che sta parlando in funzione della trascrizione, questo sistema tenderà a fare molti errori. Per le conversazioni brevi o per le conversazioni uno a uno può funzionare anche molto bene.</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;altra applicazione italiana che va incontro all&#8217;esigenza di poter fruire facilmente dei sottotitoli di un film, permette di avere sul proprio cellulare o tablet i sottotitoli dei film che sono al cinema. Dopo aver comprato i sottotitoli (l&#8217;applicazione è però gratuita) è quindi possibile sincronizzarli con il parlato dei dialoghi del film; l&#8217;applicazione, attraverso il microfono del tablet o del cellulare, sente quando partono i dialoghi di cui l&#8217;applicazione ha i sottotitoli e li mette insieme.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tema dei sottotitoli rinvia anche alla possibilità di poterne usufruire anche utilizzando YouTube che ha da tempo attivato un sistema di trascrizione automatica (attivo sia per i video in inglese che in italiano).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://5.144.189.58/clip/wp-content/uploads/2014/05/IMG_2384.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-353" alt="IMG_2384" src="http://5.144.189.58/clip/wp-content/uploads/2014/05/IMG_2384-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Quello che si avrà a disposizione è una traduzione automatica, però il più delle volte è sufficiente per capire quello di cui si sta parlando. Questa è solo una funzione, si ha infatti la possibilità anche di provare a far trascrivere automaticamente il video quando non è sottotitolato; c&#8217;è un riconoscitore vocale interno che riconosce le parole e se il video prevede un parlato chiaro e comprensibile questo sistema raggiunge dei buoni livelli di riconoscimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro esempio di applicazione che viene in aiuto ai non udenti nel fare delle chiamate, sia verso i fissi che verso i cellulari, senza una persona che faccia da intermediario: <strong>Pedius</strong>.<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VIDEO PROVA PEDIUS</strong></p>
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		<title>La protesi acustica</title>
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		<pubDate>Wed, 07 May 2014 08:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giusi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Questo strumento molto piccolo si divide  sostanzialmente in tre categorie: le protesi che sono inserite nell&#8217;orecchio, intrauricolari, le protesi retroauricolari, posizionale dietro il padiglione dell&#8217;orecchio ed, infine, gli impianti cocleari che sono di ultima generazione e destinati alle sordità molto profonde. Questi apparecchi acustici hanno la possibilità di utilizzare il sistema dell&#8217;induzione magnetica. Il termine che si trova scritto è scritto è T-coil (T) che indica la presenza di una bobina in grado di ricevere un segnale tramite un campo magnetico e non via microfono. &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://5.144.189.58/clip/wp-content/uploads/2014/03/Nuova-IMG_1982.jpg"><img class="size-medium wp-image-93 alignleft" alt="Protesi con gancio induttivo" src="http://5.144.189.58/clip/wp-content/uploads/2014/03/Nuova-IMG_1982-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Questo strumento molto piccolo si divide  sostanzialmente in tre categorie: le protesi che sono inserite nell&#8217;orecchio, intrauricolari, le protesi retroauricolari, posizionale dietro il padiglione dell&#8217;orecchio ed, infine, gli impianti cocleari che sono di ultima generazione e destinati alle sordità molto profonde.</p>
<p style="text-align: justify;"><a style="line-height: 1.5em;" href="http://5.144.189.58/clip/wp-content/uploads/2014/03/Immagine.png"><img class="size-medium wp-image-116 alignleft" alt="Immagine" src="http://5.144.189.58/clip/wp-content/uploads/2014/03/Immagine-300x216.png" width="300" height="216" /></a><span style="text-align: right; line-height: 1.5em;">Questi apparecchi acustici hanno la possibilità di utilizzare il sistema dell&#8217;induzione magnetica. </span><span style="line-height: 1.5em;">Il termine che si trova scritto è scritto è T-coil (T) che indica la presenza di una bobina in grado di ricevere un segnale tramite un campo magnetico e non via microfono.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;induzione magnetica</title>
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		<pubDate>Wed, 07 May 2014 08:53:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giusi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>

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		<description><![CDATA[  Le due immagini proposte introducono l&#8217;ampio tema dell&#8217;induzione magnetica ed, in particolare, sono un esempio di come possa essere generato un campo magnetico con un impianto a induzione che sarebbe un filo che può che viene posto lungo il perimento di una stanza o una porzione più ristretta di spazio in modo che coloro i quali si trovano all&#8217;interno di questo spazio, predisponendo la protesi, possano essere in grado di ascoltare perfettamente quanto viene detto al microfono collegato con l&#8217;impianto. In quel momento la  <span><a href="http://5.144.189.58/clip/?p=259" class="readmore">Continue reading &#8594;</a></span>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="line-height: 1.5em;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="size-medium wp-image-104 alignright" alt="IMG_2081" src="http://5.144.189.58/clip/wp-content/uploads/2014/03/IMG_2081-300x200.jpg" width="300" height="200" />Le due immagini proposte introducono l&#8217;ampio tema dell&#8217;induzione magnetica ed, in particolare, sono un esempio di come possa essere generato un campo magnetico con un impianto a induzione che sarebbe un filo che può che viene posto lungo il perimento di una stanza o una porzione più ristretta di spazio in modo che coloro i quali si trovano all&#8217;interno di questo spazio, predisponendo la protesi, possano essere in grado di ascoltare perfettamente quanto viene detto al microfono collegato con l&#8217;impianto.</p>
<p style="text-align: justify;">In quel momento la persona che si trova all&#8217;interno di quello spazio viene in un certo senso isolata da tutto quello che c&#8217;è intorno e ha la possibilità di ascoltare solo quello che proviene dall&#8217;impianto; nel caso in cui dovesse esserci la necessità di essere presente anche sull&#8217;ambiente, la protesi prevede un programma che permette di miscelare il segnale che viene dall&#8217;impianto magnetico con il segnale che viene dal microfono e, di conseguenza, rimanere in contatto anche con l&#8217;ambiente circostante.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://5.144.189.58/clip/wp-content/uploads/2014/03/IMG_2085.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-105" alt="IMG_2085" src="http://5.144.189.58/clip/wp-content/uploads/2014/03/IMG_2085-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Per approfondire il tema dell&#8217;induzione magnetica sarebbe utile fare un ulteriore esempio pratico con uno strumento che si differenzia dall&#8217;induzione magnetica tradizionale: il domino.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://5.144.189.58/clip/wp-content/uploads/2014/05/IMG_1999.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-316" alt="IMG_1999" src="http://5.144.189.58/clip/wp-content/uploads/2014/05/IMG_1999-200x300.jpg" width="200" height="300" /></a>      <a href="http://5.144.189.58/clip/wp-content/uploads/2014/05/IMG_1983.jpg"><img class="size-medium wp-image-314 alignnone" alt="IMG_1983" src="http://5.144.189.58/clip/wp-content/uploads/2014/05/IMG_1983-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 1.5em;">Il domino è dotato di due elementi (un ricevitore, img. 1, ed un trasmettitore, img. 2) e di un sistema FM, ciò implica la presenza di una radio che riceve un segnale e lo invia all&#8217;impianto a induzione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 1.5em;"><strong>Esempi d&#8217;uso: </strong>in ambiente universitario, ad esempio, il trasmettitore può essere collocato sul tavolo del docente e il segnale viene poi inviato al Ricevitore/Amplificatore Personale. Il trasmettitore può essere funzionale anche nei momenti in cui il docente scrive e parla rivolto verso la lavagna; in quei momenti, infatti, il trasmettitore può essere collegato ad una cimice, consegnata al docente  stesso e in tal modo dare la possibilità allo studente di poter ricevere perfettamente il segnale. Laddove ci fosse la presenza di più persone che necessitano di utilizzare questo sistema, è sufficiente un solo trasmettitore e un numero imprecisato di ricevitori.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="line-height: 1.5em;"><a href="http://5.144.189.58/clip/wp-content/uploads/2014/05/Ruggero-con-DOMINO-Conversazione.jpg"><img class="size-medium wp-image-279 aligncenter" title="Esempio d'uso del domino durante una Conversazione" alt="Ruggero con DOMINO Conversazione" src="http://5.144.189.58/clip/wp-content/uploads/2014/05/Ruggero-con-DOMINO-Conversazione-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></span></p>
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